Il trapianto di isole pancreatiche Patrizia S. (56 anni ) Grazie al trapianto di isole pancreatiche, dal maggio 2003 non assumo più insulina e la mia vita è cambiata completamente. All’inizio mi sembrava impossibile convivere con il diabete di tipo 1: avevo 29 anni ed ero incinta della mia seconda figlia. D’un tratto tutto è diventato complicato: persino andare in giro da sola era diventato rischioso perché avevo forti crisi ipoglicemiche e talvolta perdevo conoscenza. Subito ho iniziato con la terapia a base di insulina, facendo sino a quattro iniezioni al giorno, ma quando arrivai a 5 dosi cercai un’alternativa. Il fatto che con il trapianto non sarebbe stato più necessario prendere l’insulina mi ha spinto a provarci, a contattare il San Raffaele. I medici sono stati molto sinceri: la possibilità di guarire c’era ma era anche necessario essere prudenti. Purtroppo il trapianto non è possibile per tutti i diabetici, bisognava capire se il “mio” diabete era adatto per quel tipo di trattamento e se il mio corpo era in grado di affrontarlo. Dopo una serie di esami approfonditi il responso è stato positivo: ero una candidata adatta al trapianto. Dopo l’intervento la mia vita è cambiata: basta insulina, basta dieta e soprattutto basta con la paura di sentirmi male per strada o in auto. So di essere stata fortunata però non mi accontento: spero che un domani il trapianto possa essere una soluzione per tutti i diabetici, senza restrizioni e senza terapia antirigetto.
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